La Thuile Invernale

DIOCESI DI AOSTA – PARROCCHIA SAN NICOLA – LA THUILE

FOGLIO SETTIMANALE        N°14(2019)

  31 marzo – 07 aprile 2019

 

IV DOMENICA DI QUARESIMA

Gs 5,9a10-12; Sal 33 Gustate e vedete com’è buono il Signore. 2Cor 5,17-21 Lc 15,1-3.11.32

 

SABATO 30 marzo

S. Leonardo Murialdo

h. 18:30 Eucaristia (in Chiesa)

- IDA, LIVIO e LEO COLLOMB

 

DOMENICA

31 MARZO 2019

 

 

h. 08:30

 

 

h. 17:00

h. 17:30

 

Eucaristia (in Cappella San Francesco)

  - per i volontari della Chiesa

 

- VIA CRUCIS

Eucaristia (in Cappella San Francesco)

 

LUNEDÌ 01 aprile

S. Venanzio

h. 18:30

 

Eucaristia (in Cappella San Francesco)

 

MARTEDÌ 02 aprile

S. Francesco di Paola

h. 18:30

 

Eucaristia (in Cappella San Francesco)

 

MERCOLEDÌ 03 aprile

S. Riccardo

h. 08:30

 

Eucaristia (in Cappella San Francesco)

GIOVEDÌ 04 aprile

S. Isidoro

 

 

VENERDÌ 05 aprile

S. Vincenzo Ferrer

h. 08:30

h. 09-12:30

Eucaristia (in Cappella San Francesco)

Adorazione Eucaristica

 

V DOMENICA DI QUARESIMA

Is 43,14-21; Sal 125 Grandi cosa ha fatto il Signore per noi. Fil 3,8-14; Gv 8,1-11.

 

SABATO 06 aprile

S. Pietro da Verona

h. 18:30 Eucaristia (in Chiesa)

- Battesimo di MATILDE STAMMELLUTI

 

DOMENICA

07 APRILE 2019

 

 

h. 08:30

 

h. 10:30

 

h. 17:00

h. 17:30

 

Eucaristia (in Cappella San Francesco)

  - per i benefattori della parrocchia

Eucaristia (in Cappella San Francesco)

 

- VIA CRUCIS

Eucaristia (in Cappella San Francesco)

 

 

AVVISI

1.      Pulizie della Chiesa: THOVEX - BUIC (31 marzo – 07 aprile 2019)

2.      Confessioni a Morgex giovedì 04 aprile 2019 dalle ore 09:00 alle ore10:30. Don Daniele Frimaire.

3.      QUARESIMA DI FRATERNITÀ a favore dei missionari valdostani nel mondo.

4.      31 marzo - Ora Legale. Nella notte di sabato si porta avanti l’orologio di un’ora.

 

 

 

Dal Vangelo secondo Luca 15,1-3.11-32

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».

Il padre non impedisce al suo secondogenito di allontanarsi da lui. Egli rispetta la sua libertà, che il figlio impiegherà per vivere una vita grigia e degradata. Ma mai si stanca di aspettare, fino al momento in cui potrà riabbracciarlo di nuovo, a casa.  Di fronte all’amore del padre, il peccato del figlio risalta maggiormente. La sofferenza e le privazioni sopportate dal figlio minore sono la conseguenza del suo desiderio di indipendenza e di autonomia, e di abbandono del padre. La nostalgia di una comunione perduta risveglia in lui un altro desiderio: riprendere il cammino del focolare familiare.  Questo desiderio del cuore, suscitato dalla grazia, è l’inizio della conversione che noi chiediamo di continuo a Dio. Siamo sempre sicuri dell’accoglienza del padre.  La figura del fratello maggiore ci ricorda che non ci comportiamo veramente da figli e figlie se non proviamo gli stessi sentimenti del padre. Il perdono passa per il riconoscimento del bisogno di essere costantemente accolti dal Padre. Solo così la Pasqua diventa per il cristiano una festa del perdono ricevuto e di vera fratellanza. (www.lachiesa.it)

 

DIO VI BENEDICA!