La Thuile Invernale

DIOCESI DI AOSTA – PARROCCHIA SAN NICOLA – LA THUILE

FOGLIO SETTIMANALE        N°35(2019)

  15 - 22  settembre 2019

 

 

XXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Es 32,7-11.13-14; Sal 50 Ricordati di me, Signore, nel tuo amore. 1Tm 1,12-17; Lc 15,1-32

 

 

SABATO 14 settembre

Esaltazione della S. Croce

h. 18:30 Eucaristia (in Chiesa)

- CHARLOTTE, FRANCO BERTHOD e parenti defunti

- ANNA e PAOLINO

- COLLOMB LUCIA e ENRICHETTA

- BOVIO ACHILLE e ROMILDA

- BOVIO RITA e LIDIA

DOMENICA

15 SETTEMBRE 2019

B.V. Maria Addolorata

 

h. 08:30

 

h. 15:00

 

Eucaristia (in Cappella San Francesco)

 

Eucaristia (Mont du Parc – sotto la croce)

LUNEDÌ 16 settembre

S. Cornelio e Cipriano

 

 

 

 

MARTEDÌ 17 settembre

S. Roberto Bellarmino

h. 18:30

 

Eucaristia (in Cappella San Francesco)

MERCOLEDÌ 18 settembre

S. Eustorgio

h. 08:30

 

Eucaristia (in Cappella San Francesco)

GIOVEDÌ 19 settembre

S. Gennaro

h. 18:30

 

Eucaristia (in Cappella San Francesco)

VENERDÌ 20 settembre

S. Andrea Kim e compagni

h. 08:30

 

Eucaristia (in Cappella San Francesco)

 

XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Am 8,4-7; Sal 112 Benedetto il Signore che rialza il povero. 1Tm 2,1-8; Lc 16,1-13

 

SABATO 21 settembre

S. Matteo

 

h. 18:30 Eucaristia (in Chiesa)

- LEO GRANIER

 

DOMENICA

22 SETTEMBRE 2019

S. Maurizio

h. 08:30

 

h. 10:30

Eucaristia (in Cappella San Francesco)

 

Eucaristia (in Chiesa)

- 50° Anniversario di matrimonio di

Vittorina e Renato Grange

 

 

AVVISI

1.     Pulizie della Chiesa: THOVEX-BUIC (15 - 22 settembre 2019)

2.     Confessioni a Morgex giovedì 19 settembre 2019 dalle ore 09:00 alle ore10:30.

3.     Responsabile dei fiori - GABRIELLA e MARIE LOUISE tel. 347 096 9869

 

Dal Vangelo secondo Luca 15,1-32

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione. Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte». Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”». Parola del Signore.

A un uditorio di mormoratori Gesù racconta le tre parabole dei perduti ritrovati. Quale nuova idea di Dio ci rivelano? Tra tutte le parabole sono indubbiamente le più sconvolgenti perché ci insegnano anzitutto che Dio si interessa di ciò che è perduto e che prova grande gioia per il ritrovamento di ciò che è perduto. Inoltre, Dio affronta le critiche per stare dalla parte del perduto: il padre affronta l’ira del figlio maggiore con amore, con pace, senza scusarsi. Gesù affronta le critiche fino a farsi calunniare, critiche che si riproducono continuamente e quasi infallibilmente. Perché tutte le volte che la Chiesa si ripropone l’immagine di Dio che cerca i perduti, nasce il disagio. E ancora, Dio si interessa anche di un solo perduto. Le parabole della pecorella perduta e della donna che fatica tanto per una sola dramma perduta, hanno del paradossale per indicare il mistero di Dio che si interessa anche di uno solo perduto, insignificante, privo di valore, da cui non c’è niente di buono da ricavare. Ciò non significa evidentemente che dobbiamo trascurare i tanti, però è un’immagine iperbolica dell’incomprensibile amore del Signore. Per questo l’etica cristiana arriva a vertici molto esigenti, che non sempre comprendiamo perché non riusciamo a farci un’idea precisa della dignità assoluta dell’uomo in ogni fase e condizione della sua vita (da Perché Gesù parlava in parabole , EDB-EMI 1985, pp. 125ss) (www.lachiesa.it)

DIO VI BENEDICA!