La Thuile Invernale

DIOCESI DI AOSTA – PARROCCHIA SAN NICOLA – LA THUILE

FOGLIO SETTIMANALE        N°36(2019)

  22 - 29  settembre 2019

 

 

XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Am 8,4-7; Sal 112 Benedetto il Signore che rialza il povero. 1Tm 2,1-8; Lc 16,1-13

 

 

SABATO 21 settembre

S. Matteo evangelista

 

h. 18:30 Eucaristia (in Chiesa)

- LEO GRANIER

 

DOMENICA

22 SETTEMBRE 2019

S. Maurizio

h. 08:30

 

h. 10:30

Eucaristia (in Cappella San Francesco)

 

Eucaristia (in Chiesa)

- 50° Anniversario di matrimonio di

Vittorina e Renato Grange

LUNEDÌ 23 settembre

S. Pio da Pietrelcina

 

 

 

 

MARTEDÌ 24 settembre

S. Pacifico

h. 18:30

 

Eucaristia (in Cappella San Francesco)

MERCOLEDÌ 25 settembre

S. Cleofa

h. 08:30

h. 20:30

Eucaristia (in Cappella San Francesco)

Consiglio Pastorale + Catechiste

GIOVEDÌ 26 settembre

S. Cosma e Damiano

h. 18:30

 

Eucaristia (in Cappella San Francesco)

VENERDÌ 27 settembre

S. Vincenzo de’Paoli

h. 18:00

Eucaristia (Piccolo San Bernardo)

 

XXVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Am 6,1.4-7; Sal 145 Loda il Signore, anima mia. 1Tm 6,11-16; Lc 16,19-31

 

SABATO 28 settembre

S. Venceslao

 

h. 18:30 Eucaristia (in Chiesa)

- ETTORE BOCHE 3º ann.

 

DOMENICA

29 SETTEMBRE 2019

S. Michele, Gabriele, Raffaele

h. 08:30

 

h. 10:30

Eucaristia (in Cappella San Francesco)

 

Eucaristia (in Cappella San Francesco)

 

 

 

AVVISI

1.     Pulizie della Chiesa: VILLARET (22 - 29 settembre 2019)

2.     Confessioni a Morgex giovedì 26 settembre 2019 dalle ore 09:00 alle ore10:30.

3.     Responsabile dei fiori - GABRIELLA e MARIE LOUISE tel. 347 096 9869

 

 

Dal Vangelo secondo Luca 16, 1-13

In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”. L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”. Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”. Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce. Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne. Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza». Parola del Signore.

Vi è prima una parabola e poi una serie di ammonimenti che commentano un elemento della parabola stessa e cioè l’uso del denaro. La parabola, come è ovvio, non loda il fattore perché è disonesto, ma perché ha la chiarezza e la decisione di imboccare l’unica via di salvezza che gli si prospetta. Si sa che l’arte di cavarsela è molto applicata nelle ambigue imprese di questo mondo. Lo è molto meno nella grande impresa della salvezza eterna. Perciò Gesù ci rimprovera di essere più pronti a salvarci dai mali mondani che dal male eterno, lui che da parte sua ha fatto di tutto perché fossimo salvati, fino a salire in croce per noi. Non ci decidiamo a credere che, se non portiamo il nostro peccato davanti a Dio, siamo perduti. Cominciamo le nostre Messe confessando i peccati che abbiamo commessi, ma usciti di chiesa ricominciamo a parlare di quelli altrui.  
Un “test” decisivo dell’autenticità della nostra decisione cristiana è proprio l’uso del denaro.  
Non è disonesta la ricchezza in sé, né maledizione la ricchezza esteriore. Ma lo è la ricchezza come idolo, innamoramento e progetto, come deformazione interiore del cuore e della mente, che vogliono a tutti i costi essere produttori di potenza e quindi di potere economico.  
Occorre decidersi a scegliere: o mammona o Dio; cioè: o essere il signore per signoreggiare o servire il Signore e godere della sua onnipotenza d’amore.  
C’è un solo modo di liberarsi dalla schiavitù della ricchezza: farsi “amici” per mezzo di ciò che si ha, cioè con l’impegno della solidale condivisione.
(www.lachiesa.it)

 

 

DIO VI BENEDICA!