La Thuile Invernale

DIOCESI DI AOSTA – PARROCCHIA SAN NICOLA – LA THUILE

FOGLIO SETTIMANALE N°37(2020)

22 - 29 novembre 2020 

XXXIV DOMENICA - NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO RE DELL’UNIVERSO

Ez 34,11-12.15-17; Sal 22 Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla. 1Cor 15,20-26.28; Mt 25,31-46

SABATO 21 novembre

Presentazione B.V. Maria

h. 18:30 Eucaristia (in Chiesa)

DOMENICA

22 novembre 2020

 

h. 08:30

 

Eucaristia (in Chiesa)

LUNEDÌ 23 novembre

S. Clement I

 

 

MARTEDÌ 24 novembre

S. Andrea Dung-Lac e compagni m.

h. 18:30

Eucaristia (in Cappella San Francesco)

-

MERCOLEDÌ 25 novembre

S. Caterina d’Alessandria

 

 

GIOVEDÌ 26 novembre

b. Giacomo Alberione

 

 

VENERDÌ 27 novembre

B.V. Maria della medaglia miracolosa

h. 08:30

Eucaristia (in Cappella San Francesco)

I DOMENICA DI AVVENTO

Is 63,16-17.19; 64,2-7; Sal 79 Signore, fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

1Cor 1,3-9; Mc 13,33-37

SABATO 28 novembre

S. Giacomo della Marca

h. 18:30 Eucaristia (in Chiesa)

 

DOMENICA

29 novembre 2020

 

h. 08:30

 

Eucaristia (in Chiesa)

- EDOARDO CAMARDELLA

AVVISI

1. Responsabile dei fiori - GABRIELLA e MARIE LOUISE tel. 347 096 9869.
2. Pulizia della Chiesa 22 - 29 novembre 2020 - MOULIN - THOVEX - BUIC

 

Dal Vangelo secondo Matteo 25,14-30

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.

Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.

Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.

Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.

Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

Parola del Signore.

 

Conosciamo questo testo che, ai giorni nostri, è uno dei più citati e discussi. Per alcuni esso riassume quasi tutto il Vangelo. Questa tendenza non dipende da una moda o da una certa ideologia, ma corrisponde a qualcosa di assai più profondo che già esiste in noi. Quando siamo colpiti e sorpresi da un’idea, da un avvenimento o da una persona, sembriamo dimenticare tutto il resto per non vedere più che ciò che ci ha colpiti.

Cerchiamo una chiave in grado di aprire tutte le porte, una risposta semplice a domande difficili.

Se leggiamo questo passo del Vangelo con questo spirito, il solo criterio di giudizio, e di conseguenza di salvezza o di condanna, è la nostra risposta ai bisogni più concreti del nostro prossimo. Poco importa ciò che si crede e come si crede, poco importa la nostra appartenenza o meno a una comunità istituzionale, poco importano le intenzioni e la coscienza, ciò che conta è agire ed essere dalla parte dei poveri e dei marginali.

Eppure, questa pagina del Vangelo di san Matteo è inscindibile dal resto del suo Vangelo e del Vangelo intero. In Matteo troviamo molti “discorsi” che si riferiscono al giudizio finale. Colui che non si limita a fare la volontà di Dio attraverso le parole non sarà condannato (Mt 7,21-27). Colui che non perdona non sarà perdonato (Mt 6,12-15;

1-35). Il Signore riconoscerà davanti a suo Padre nei cieli colui che si è dichiarato per lui davanti agli uomini (Mt 10,31-33). La via della salvezza è la porta stretta (Mt 7,13). Per seguire Cristo bisogna portare la propria croce e rinnegare se stessi. Colui che vuole salvare la propria vita la perderà (Mt 16,24-26). San Marco ci dice anche: Colui che crederà e sarà battezzato, sarà salvato. Colui che non crederà sarà condannato (Mc 16,15-16). Queste parole ci avvertono di non escludere dal resoconto finale la nostra risposta ai doni soprannaturali e alla rivelazione. Guarire le piaghe del mondo, eliminare le miserie e le ingiustizie, tutto questo fa parte integrante della nostra vita cristiana, ma noi non rendiamo un servizio all’umanità che nella misura in cui, seguendo il Cristo, liberiamo noi stessi e liberiamo gli altri dalla schiavitù del peccato. Allora solamente il suo regno comincerà a diventare realtà.

 

DIO VI BENEDICA!